Ultima modifica: 8 Giugno 2021
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Progetto: Le pietre d’inciampo a Casale

La classe 3^D della Scuola Secondaria di Primo grado “Andrea Trevigi” ha partecipato con interesse al laboratorio didattico sulle Pietre d’inciampo svolto sotto la guida della Prof.ssa Chiara Poletti in collaborazione con l’Isral, l’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria.

Le Pietre d’inciampo o Stolpersteine sono dei piccoli ma importanti monumenti creati dall’artista tedesco Gunter Demnig. Si tratta di un sampietrino con la superficie di ottone, sulla quale sono incisi i dati identificativi del deportato che, a causa del nazismo e del fascismo, perdeva la sua identità e il suo status di cittadino: nome, cognome, data di nascita, data dell’arresto, giorno della deportazione, data e luogo di morte.Esso quindi racchiude la vita di un essere umano che i nazisti e i loro collaboratori fascisti volevano cancellare, viene interrato nella zona prospiciente la sua ultima abitazione oppure in luoghi significativi della sua vita. Come dice lo stesso Gunter Demnig: “l’installazione di ogni Stolperstein è un processo doloroso,ma anche positivo, perché rappresenta un ritorno a casa, almeno della memoria di qualcuno”.

Il laboratorio ha previsto un incontro introduttivo del progetto a cura della Prof.ssa Antonella Ferraris, responsabile della sezione didattica dell’Isral, con un approfondimento storico sul periodo delle leggi razziali e della persecuzione antisemita, con particolare riferimento alle storie personali dei deportati casalesi. In una seconda fase è stata svolta dai ragazzi una ricerca sulle biografie dei deportati: Faustina Artom Borgetti, Isaia Carmi, Matilde Carmi, Ricccardo Fiz, Roberto Fiz, Erminia Morello Luria, Eugenia Treves Morello, Raffaele Jaffe. Da queste storie è emerso che le persone deportate appartenevano agli stessi gruppi familiari o a gruppi parentali. Inoltre si tratta di persone di mezza età o anziane, che non fuggono e non hanno nemmeno tentato di farlo: sono le vittime ideali. Nel campo di concentramento di Auschwitz non hanno avuto alcuna possibilità di salvarsi. 

A conclusione del progetto si è svolta l’uscita didattica in città per visitare i luoghi in cui sono state posate le Pietre d’inciampo: Vicolo Salomone Olper, dinanzi alla Sinagoga, i coniugi Isaia Carmi e Matilde Carmi; Via Balbo 10 Erminia Morello Luria e sua madre Eugenia Treves Morello; Via Roma 134/135 i due fratelli Roberto e Riccardo Fiz; Via Pinelli 3 Faustina Artom Borgetti e dinanzi allo Stadio “Natal Palli” Raffaele Jaffe, fondatore del Football Club Casale.

Camminando siamo inciampati in un ciottolo di strada diverso dal resto, ci siamo abbassati e siamo scesi al livello del monumento. I ragazzi si sono resi conto, con sorpresa, che alcune Pietre d’inciampo sono collocate in strade conosciute e attraversate quotidianamente nel percorso per raggiungere la scuola e per tornare a casa, ma non le avevano mai notate prima. Da oggi nessuno di loro potrà più fare a meno di soffermarsi e riflettere su ciò che è stato e su ciò che potrebbe riaccadere, anche sotto altre forme. Fare memoria, non solo nelle giornate istituzionali, è importante e il compito di ricordare, vigilare contro l’indifferenza e denunciare ogni segnale di intolleranza e di razzismo nei confronti dei diversi è il dovere di tutti noi e soprattutto delle giovani generazioni.